Elfriede Jelinek
Premio Nobel per la letteratura 2004
Ed. Frassinelli

E’ un romanzo dalla doppia pelle.
E’ la nota ribattuta, il basso ostinato, le frasi ripetute poiché le amanti sono due, e due sono le coppie Paula /Erich, Brigitte/ Heinz il doppio è ricorrente, l’inizio uguale alla fine, i parallelismi ossessivi e continui, stesse modeste ambizione, stessi modesti sogni, stessa agonizzante febbre di mediocrità.
E’ la scissione di cellule impazzite volte a riprodursi costantemente e sempre identiche, nella sempre più esasperante ricerca della banalità vista come perfezione; il raggiungimento di uno ‘status’ sociale.
Apparentemente descrittivo, sul filo della noia, in un’ambientazione collocabile ovunque, ma si svolge tra le Alpi austriache, ed é l’eterno giro di ruoli e sottomissioni che si rinnovano ovunque, e per chiunque vesta panni femminili.
La ripetizione ossessiva clona la fantasia, blocca, imbavaglia e fa esplodere ciò che non deve. Colpisce con freddezza nel tiro a segno delle ovvietà.
E’ la lucida osservazione di uno spaccato di micro movimenti di due coppie, che si ripete all’infinito, al compimento inequivocabile degli stessi errori sociali che compie, ha compiuto e compirà perpetuamente la razza umana.
Quasi una scrittura futurista quella dell’autrice, ribelle e reattiva all’interno di un’ingessatura sociale che descrive la sottomissione di due donne.
Il testo, assolutamente consigliato, rimane di totale attualità.
Come cantava John Lennon: “Woman is the N of the world”