L’Ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon -RECENSIONE

La nostra vita è come un gioco di carte, qualcuno ti dà quelle buone, altre non lo sono. E’ il fine che determina il successo. Tutti però riceviamo carte buone e carte cattive. La cosa importante è come le giochiamo. Se tradisci te stesso, be’, è la versione che scegli tu”.

Ambientato in una Barcellona tenuta sotto scacco da violenze e cospirazioni legate al regime fascista del dittatore Franco, L’ombra del vento, romanzo di Carlos Ruiz Zafon edizione Mondadori pagg 419, ha come soggetto i libri.
Daniel, il giovane protagonista di appena dieci anni, viene condotto in gran segreto, dal padre, libraio antiquario, al Cimitero dei libri dimenticati dove si impossesserà di un libro che costruirà man mano il suo destino.
La letteratura ha come primo dovere quello di farci migliori , e cercare di fare migliorare il mondo”.
I personaggi sono ben dettagliati dall’autore, cesellati e ritmati con sequenzialità teatrale, La struttura architettonica del romanzo, è un combinato noir di tensione, che coinvolge, pur lasciando spaziare la mente del lettore che indaga negli anfratti della trama.
Carlos Ruiz Zafon scrittore spagnolo, da anni residente negli Stati Uniti, è scomparso a 55 anni il 19 giugno scorso ed ha legato il suo nome a questo romanzo famoso in tutto il mondo. L’ombra del vento ha come seguito una tetralogia –

Ciascuno di noi è senza dubbio colpevole per tutti e per tutto ciò che accade sulla terra”.
Dostoevskij
@lauraperolfi


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